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Giornale Italiano dei disturbi del Neurosviluppo
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La scuola che cambia. Innovazioni psicologiche: l'insegnante valutato

Il miglioramento della scuola è reso possibile dalla sinergia di numerosi fattori,ognuno dei quali caratterizzato da una diversa e delicata importanza. Primo fra questi è la “qualità educante” dell’insegnante. L’insegnante di qualità fa la differenza, in termini positivi, per quanto riguarda la riuscita del gruppo di allievi che gli sono stati affidati e, cosa ancora più rilevante, la sua influenza si dilata nel tempo, permanendo anche quando è giunto a conclusione il suo rapporto con gli allievi.
Ma purtroppo la differenza la fa anche l’insegnante sprovvisto delle abilità tipiche di questa professione. Ovviamente i risultati prodotti in questo caso avranno un segno negativo, più o meno drammatico. Naturalmente l’influenza esercitata da questo tipo di insegnante permarrà drammaticamente per una durata di tempo talvolta illimitata.
Sono queste fondamentalmente le ragioni per le quali all’insegnante deve essere accordata la massima importanza. Ciò significa essenzialmente dare rilievo a tre elementi decisivi per il raggiungimento della mission educativa. Continua per saperne di più...




Premi e rinforzatori nell'educazione di bambini con disabilità...

Il premio maggiore che potete dare ai vostri figli è l'attenzione. Pensate a quanti modi ci sono per dare attenzione: sorrisi, abbracci, baci, "batti cinque", applausi, incoraggiamenti, elogi e altro. Non c'è nente di meglio di una pacca sulle spalle o di un incoraggiamento per fare sapere a vostro figlio che ha fatto bene.
 Poichè la vostra attenzione entusiasta è una ricompensa molto potente, e poichè effettivamente può accrescere il comportamento in questione, dovete stare attenti a usare l'attenzione con saggezza. Dopotutto, anche urlare, criticare e cercare di persuadere sono forme di attenzione. Certamente non sono piacevoli quanto incoraggiamenti e sorrisi, ma mostrano a vostro figlio che state dando attenzione e perciò possono essere facilmente interpretati come premi. Come tutti i premi possono aumentare la probabilità che il comportamento del bambino venga ripetuto, per quanto indesiderato possa essere.
Per riflettere e per scoprire l'uso di altre forme di premi e rinforzatori inserite in un percorso di educazione efficace nella disabilità,  vi consigliamo la lettura del libro
"PASSI PER L'INDIPENDENZA"


Faccio di tutto e non migliora…
Come intervenire quando non arrivano i risultati

 
Quando dopo tanti sforzi nulla migliora solitamente mettiamo in dubbio le nostre capacità oppure decretiamo che la difficoltà è “immodificabile”.  Ma in certi casi, è davvero prezioso tentare di cambiare l’approccio e l’intervento.
Valutare e sviluppare interventi per le persone con disabilità gravi e gravissime che presentano rifiuto di contatti sociali, rifiuto del cibo e che presentano comportamenti oppositivi soprattutto di fronte a situazioni nuove e aggressività, è difficile e presenta tante incognite.

Ma come potrebbe cambiare l’intervento se si fosse supportati da produce scientifiche basate su misurazioni standardizzate che forniscono statistiche e grafici di riferimento?
 
Si potrebbe scoprire che un ambiente ben strutturato, che presenta poche incognite limitano il senso di vulnerabilità e di conseguenza limitano un atteggiamento aggressivo di chiusura. Si potrebbe programmare una giornata prevedibile, con attività che aumentano l’autonomia personale e la cura di sé. Si potrebbe procedere in ultima battuta, con la stesura di un progetto individualizzato basato sui loro bisogni reali ma definiti partendo da quello che tipicamente definisce una vita di Qualità.
In sintesi si potrebbero ottenere risultati riscontrabili e misurabili che indicano quanto siano aumentate le attività svolte in ambiente domestico e in ambiente comunitario, si potrebbe valutare il livello di autonomia raggiunto, soprattutto in base alla diminuzione dei sostegni erogati.

 
Procedere con questo approccio implica avvicinarsi ad un costrutto di Qualità della Vita. 
Ci sono strumenti che rendono misurabili questo costrutto e i bisogni per svolgere le attività che ne derivano. Questo è il caso della SIS, Support Intensity Scale.  Vannini ha creduto in questo progetto fin dal 2005. Oggi puoi esplorare questa opportunità in modo più facile. Prova a leggere qui per scoprire cosa succede quando questi strumenti prendono corpo nella vita delle perone con disabilità.


Qualità di Vita. Chi ha il compito di migliorarla?

Oggi sentiamo parlare di Qualità della Vita come il grado di benessere dell'individuo. Ma troppo spesso crediamo che sia compito della società rendere la nostra vita qualitativamente migliore, senza ricordare che la società è formata da tanti individui.

Ecco allora che, noi come tutti gli altri, diventiamo parte attiva della realizzazione del miglioramento della qualità di vita nostro e di ogni altra persona. Questo concetto è ancor più efficace se lo contestualizziamo nel campo della disabilità.
Le persone che presentano una disabilità intellettiva hanno gli stessi diritti degli individui a sviluppo tipico ma richiedono un sostegno per “imparare” a sfruttare le opportunità tipiche della vita comunitaria, per raggiungere il maggior grado di autonomia personale, per godere del rispetto altrui e per creare vissuti affettivi anche nel contesto della famiglia.

Osservare, studiare e progettare secondo un concetto di qualità della vita valutando indicatori oggettivi e soggettivi è alla base di questo supporto e riuscire a trasmettere “la percezione del sé” è decisivo per intraprendere questo percorso.

Nel campo delle disabilità intellettive questo nuovo paradigma e tutte le implicazioni pratiche sono descritte in un manuale “fondativo”: il Manuale di qualità della vita. Oggi avvicinarsi a quest’opera è ancora più semplice. Prova a leggere la
presentazione
                                                                                                                                                  
Mamma ma la disabilità è considerata una malattia o una mutazione genetica?

I ragazzi si fanno tante domande, la scienza trova spiegazioni e, a noi adulti, spetta il compito di guidarli nel trovare le giuste risposte.
...Ma noi, abbiamo sempre le idee chiare e le parole giuste? La disabilità può essere spiegata e vissuta solamente come una definizione scientifica?

Diagnosticare, valutare e analizzare in modo funzionale le disabilità dello sviluppo significa considerare il risultato evolutivo delle interazioni che una persona compie con il proprio ambiente di vita. Ognuno di noi è il frutto di una magica e unica combinazione tra caratteristiche biologiche, affettive, storiche, culturali e sociali.
Un’analisi globale dei fattori di sviluppo nelle disabilità significa non solo definire la patologia in termini scientifici e predisporre un intervento eticamente valido ma essere in grado di rintracciare tutti i fattori del contesto di vita che assumono un ruolo determinante per ciò che gli esseri umani sono e fanno. Per approfondire questi aspetti
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Riflessioni dai nostri libri...

Aver bisogno di aiutare significa mettersi al di qua della soglia del bisogno di essere aiutati…Assistere un soggetto in stato di bisogno offusca la consapevolezza del proprio bisogno.
(Disabili famiglie e operatori: chi è il paziente difficile? – Giacomo Vivanti )


Il genitore di un bambino disabile mentalmente si trova suo malgrado a ricoprire nello stesso tempo tre ruoli: genitore, insegnante e avvocato difensore dei diritti del figlio.
(Disabili famiglie e operatori: chi è il paziente difficile? – Giacomo Vivanti )


Siamo davanti ad una sorta di maledizione che fa sì che con gli autistici vi sia sempre qualcuno che parla, interpreta, descrive, al posto loro. Sarebbe bello se un giorno ci liberassimo finalmente e definitivamente da questa maledizione
(Mio figlio è autistico. Storia di vita negata - Gianfranco Vitale)


Quanto è importante comunicare?

Tutte le persone, hanno la necessità di farsi capire, di esprimere i propri bisogni ma soprattutto ogni persona ha la necessità di essere capita.
Saper comunicare in ogni sua sfaccettatura è fondamentale nella società odierna.
Con questa premessa, risulta particolarmente chiara l'utilità di apportare un miglioramento della comunicazione in persone con sindrome dello spettro autistico, spesso limitate nel linguaggio verbale o che presentano ecolalia.
L'approccio scientifico è fondamentale per riuscire a studiare un percorso riabilitativo basato sull'assessment dei prerequisiti linguistici che porti ad un miglioramento della capacità di esprimere i propri bisogni per garantire una maggior qualità di vita al bambino stesso ma anche alla famiglia e ai soggetti che si affacciano nelle attività di vita del ragazzo.
Dateci la vostra
opinione, cosa ne pensate, come affrontate questo percorso?
 
Per noi, una soluzione possibile, chiara ed efficace, è data dall'utilizzo del VB-MAPP:  strumento di valutazione, basato su metodo ABA, che ha già dato risultati significativi e duraturi.

Per approfondire il suo funzionamentoe la sua composizione
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Mio figlio non ha abilità! Come orientarsi nelle difficoltà legate alle disabilità intellettive e all’autismo

Lo sconforto di un genitore che ci ha contattato per raccontarci la propria storia ci ha fatto riflettere: quali ostacoli può aver incontrato questa mamma per credere che il suo bambino “non abbia capacità”?         

Forse la solitudine, l’abbandono ma anche la stanchezza, data dalla ricerca del “metodo giusto” hanno fatto nascere in lei molti dubbi. Non vedere miglioramenti immediati l’ha spaventata anche se la razionalità e la preparazione dei professionisti le imponeva di avere pazienza ma lo sappiamo: il genitore prima di tutto ama e l’amore è, per natura, irrazionale e impaziente.

Quello che lei ci ha raccontato, conferma il pensiero di molti: autismo e disabilità intellettive sono un mondo che risulta ai più invalicabile, un mondo che spaventa e isola eppure ci chiediamo se la nostra difficoltà nel rapportarci con questi  ragazzi, sia sinonimo di una loro incapacità di apprendere…

Non è così!

Possiamo entrare in questo “mondo” con costanza, metodo, precisione e soprattutto seguendo un percorso guidato, scientifico e finalizzato al raggiungimento di obiettivi prefissati! Queste sono le caratteristiche necessarie per trasmettere loro la nostra conoscenza, così da permettere ai ragazzi che “non possono”, il raggiungimento del miglior livello possibile di indipendenza nelle aree di vita fondamentali. Con metodi e tempi diversi e passo dopo passo, possiamo scoprire le loro abilità e renderli autonomi

Proprio così: Apprendere, crescere e sorridere è sempre possibile.

Dal 2002 diamo spazio a professionisti che hanno aiutato e aiutano migliaia di bambini, adulti, famiglie. Abbiamo appreso dai loro libri, dagli articoli, dalle storie condivise che: CON METODO SU PUO’!
Oggi vogliamo ricordare a tutti i lettori uno tra i testi che ci sembra (e risluta dai vostri commenti!) rappresenti meglio questa filosofia: “PASSI PER L’INDIPENDENZA”. È una guida indispensabile per costruire le autonomie. Oggi sosteniamo l’acquisto di questo testo con uno sconto. Prova ad approfondire,
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